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    March 21

    COS'E'???

    Il termine

    Il termine marijuana è il nome comune col quale in Messico viene indicata la pianta Cannabis sativa. In Germania è chiamata "Hanf", nel regno unito "hemp", in Olanda "wiet" e in Italia è conosciuta come "canapa".

    L'uso del termine marijuana sì è diffuso in tutto il mondo veicolato dai media degli Stati Uniti, confinanti con il Messico.

    Nel gergo comune, per marijuana si intendono le infiorescenze delle piante femmina essiccate e conciate per essere fumate, benché il fumo non sia l'unico veicolo dei cannabinoidi, essendo liposolubili. I metodi di assunzione alternativi a quello tradizionale prevedono l'uso del latte, del burro o di altri lipidi nei quali si possano sciogliere i cannabinoidi attivi (non solo THC) i quali sono molteplici ed in sinergia. Dalle infiorescenze si ricava anche una particolare resina lavorata di consistenza da solida a collosa in relazione alla modalità di produzione (l'hashish).

    La foglia di canapa, simbolo mediatico della marijuana, non si fuma poiché povera in principi attivi e ricca di clorofilla che inasprisce il tipico sapore dolciastro delle infiorescenze. Sono innumerevoli in Italia ed all'estero i termini gergali, regionali o subregionali, che identificano la marijuana e l'hashish.

     

    Effetti indotti

    Gli effetti indotti dall'uso di tale sostanza sono svariati, hanno differente intensità a seconda del soggetto, dalle circostanze psico-fisiche in cui la si assume, e dell'assuefazione del consumatore; i principali effetti possibili sono:

    distorsione del reale (capacità recettive), sensazione di aumento delle percezioni

    attenuazione della reattività fisica e mentale

    temporaneo abbassamento di pressione sanguigna

    tendenza all'ilarità, lieve effetto euforizzante

    aumento dell'appetito, soppressione della sensazione di sazietà

    se assunta in ingenti quantità, nei soggetti predisposti, può provocare stati d'ansia.

    Consumatori abituali riferiscono che in alcuni soggetti questi effetti tendono a scomparire o attenuarsi, probabilmente per via dell'instaurarsi di un certo grado di tolleranza specifica. [citazione necessaria].

    Oltre all'azione cancerogena causata dal fumo indipendentemente dalla sostanza fumata, l'uso di tali sostanze può provocare, nei soggetti ove siano già presenti a livello latente, anche effetti quali:

    nausea

    disorientamento e forte opacità cognitiva

    apatia (in caso di assunzione prolungata)

    In quei paesi dove è consentito l'uso medicale della canapa, si cerca di proporre all'utilizzatore l'uso di apparecchi atti a ridurre il danno da fumo, come ad esempio i vari vaporizzatori i quali evitano la combustione delle infiorescenze estraendone comunque i cannabinoidi.

    Non sono documentati dalla storia medica casi di morte collegabili con l'uso di marijuana. Al pari di ogni altra molecola attiva, anche gli effetti collaterali dei cannabinoidi sono in stretta relazione col metabolismo e con le dosi assunte dal soggetto. Ad esempio: la nausea è uno degli effetti collaterali che si presenta con maggiore frequenza dopo le prime assunzioni, nonostante una delle applicazioni terapeutiche sia legata proprio alle proprietà antiemetiche di alcuni tra i princìpi attivi della canapa.

    L'assunzione di derivati dalla canapa può avere inoltre interazioni con farmaci. Un ulteriore e recente studio statunitense ha comunque escluso danni cardiaci dovuti ad un utilizzo anche non moderato dei principi attivi della cannabis. Secondo alcuni, con l'uso cronico intensivo sono possibili danni neuronali, ma l'aspetto è controverso dato che in ricerche scientifiche sia in vitro che in vivo, si sono evidenziate le potenzialità neuroprotettive dei cannabinoidi.

    I vari effetti, come detto in precedenza, possono essere condizionati in maniera influente anche da due fattori psicologici: il set (lo stato d'animo di chi consuma) e il setting (la compagnia con cui si trova ed il luogo dove si trova il consumatore).

     

    La cannabis è usata per contrastare la diminuzione dell'appetito nei pazienti affetti da AIDS e da cancro e per diminuire la nausea derivata dai trattamenti chemioterapici e dalle irradiazioni. Inoltre causa un effetto positivo sui soggetti affetti da dolori cronici, da sclerosi multipla (diminuzione del rigore muscolare) e sulla sindrome di Gilles de la Tourette. Ad oggi, come accade per la maggioranza delle molecole attive presenti sul mercato, sono ancora in corso studi che accertino la validità di questi effetti. Al momento, infatti, non esiste alcuna prova definitiva ed univoca che dimostri l'efficacia dell'impiego medico della cannabis. Tuttavia milioni di consumatori nel mondo, anche con gravissime patologie, attestano di ricevere benefìci dai principi attivi della pianta, utilizzata in medicina da migliaia di anni e presente nella farmacopea ufficiale fino alla metà del '900.

    Le applicazioni possibili accertate e le conseguenti sperimentazioni hanno per oggetto:

    Inappetenza da farmaci chemioterapici.Efficacia provata dalla pratica medica dì routine; centinaia di migliaia dì dosi di THC sintetico (Marinol) sono state prescrìtte ogni anno dagli oncologi USA (cfr. Grinspoon 1993, p.26 e p.38) anche se non sembra avere gli stessi effetti della marijuana assunta nel suo stato naturale (fumato o ingerito) poiché il Δ9-tetraidrocannabinolo è solo uno degli 460 elementi chimici presenti nella cannabis.

    Epilessia. In sostituzione di farmaci anticonvulsivi, che hanno gravi effetti secondari anche sull'umore. Efficacia provata in qualche caso

    Sclerosi multipla.In sostituzione di farmaci tranquillanti ad alte dosi, con rischi di letargia e dipendenza fisica. Efficacia sperimentata in molti casi. Non è comunque il farmaco di elezione per gli spasmi; solo in pochi casi si è evidenziato un miglioramento secondo la scala di AshWorth.

    Anoressia.Forte stimolante dell'appetito.

    Glaucoma.La marijuana diminuisce la pressione interna dell'occhio del 25-30% in media, a volte fino al 50%. Alcuni cannabinoidi non psicotropi, e in misura minore, anche alcuni costituenti non-cannabinoidi della canapa diminuiscono la pressione endo-oculare.

    Asma.la marijuana ha capacità broncodilatatorie, per evitare il danno da fumo, si utilizzano particolarmente in questi casi i vaporizzatori.

    In Olanda, in Spagna, in Canada e in 11 stati degli USA l'uso della cannabis a scopo medico è già consentito. In altri paesi europei ed extraeuropei l'argomento è al centro di accesi dibattiti sia sul piano scientifico che su quello etico. Principale studioso e promotore dell'uso terapeutico della Cannabis e della sua decriminalizzazione e' il Professor Lester Grinspoon Psichiatra e Professore emerito dell'Università di Harvard.

     

    Status legale dell'uso della marijuana in alcuni paesi

    Le informazioni legali qui riportate hanno solo un fine divulgativo, possono non applicarsi al vostro caso o non essere aggiornate - Leggi il disclaimer

    Australia: illegale

    Belgio: illegale (ma il governo belga ha iniziato un programma di ricerca volto a stabilirne l'efficacia medica)

    Camerun: illegale la coltivazione della cannabis sativa, chi affetto da cancro o AIDS può farne uso come antidolorifico

    Canada: illegale, legale per uso terapeutico (in un processo una corte ha giudicato il regolamento per l'uso medico della marijuana incostituzionale in quanto "non permette ai cittadini seriamente malati di utilizzare marijuana in quanto non vi sono fonti di approvvigionamento legali del farmaco")

    Germania: uso legale, possesso di modiche quantità (entro i 10 mg) non perseguito

    Italia: illegale, inserita nelle stesse tabelle di eroina e cocaina. La legislazione attualmente vigente (Decreto Fini-Giovanardi sulle Olimpiadi invernali) fissa limiti quantitativi di principio attivo contenuto superati i quali si prefigura il reato di spaccio. La coltivazione di canapa è punita con 6—20 anni di reclusione, sequestro di passaporto e patente di guida e un percorso di recupero in struttura per tossicodipendenti.

    Portogallo: legale il possesso dal 2001, la compravendita è un reato.

    Giamaica: illegale

    Giappone: illegali tutti i preparati contenenti THC dal 1948, a seguito di una legge introdotta dalle forze di occupazione statunitensi alla fine della seconda guerra mondiale.

    Lussemburgo: legali possesso ed uso per scopi medici, purché il consumatore sia adulto e non coinvolga minorenni

    Paesi Bassi: vedi la voce "Politica olandese in materia di stupefacenti".

    Nuova Zelanda: illegale (il ministero della sanità ha affermato che un uso medico non è da escludersi, ma sono necessari ulteriori studi ed un metodo per una corretta regolazione)

    Svizzera: illegali possesso e coltivazione (esperimenti di legalizzazione sono stati condotti in alcuni cantoni)

    Francia: illegale ma tollerato l'uso ed il possesso in modiche quantità

    Regno Unito: illegale (nel 1998 la Camera dei Lord ha raccomandato che la cannabis venisse resa disponibile per uso medico tramite prescrizione. Dopo alcuni test clinici il governo non ha accettato la raccomandazione). Recentemente è stato depenalizzato l'uso personale domestico

    Israele: illegale, l'uso medico è autorizzato solo dal ministero della sanità che valuta ogni singolo caso.

    Stati Uniti: illegale l'uso a livello federale per qualsiasi ragione, tuttavia 11 stati ed il Distretto della Columbia hanno approvato normative che contemplano l'esenzione dal divieto per uso medico

    fonte:

    en:Medical marijuana

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